
Fame nervosa: cos’è, perché viene e come gestirla con l’alimentazione
Luglio 3, 2026Il burro fa male? L’olio di cocco è un toccasana come si legge ovunque? E l’avocado, con tutti quei grassi, posso mangiarlo o devo starne alla larga? Sono tra le domande che mi sento fare più spesso nel mio studio a Forlì e Faenza. Sui grassi c’è ancora tantissima confusione, e non mi stupisce: per decenni ci hanno raccontato che erano il nemico numero uno della linea e della salute. Oggi sappiamo che le cose sono molto più sfumate. Proviamo a fare chiarezza una volta per tutte.
Perché i grassi non sono il nemico
I grassi — o lipidi — sono uno dei tre macronutrienti fondamentali, insieme a carboidrati e proteine. Eppure sono gli unici a essersi guadagnati una reputazione così negativa, complice anche il fatto che nel nome “grassi” sentiamo già un giudizio. Il risultato è che moltissime persone li eliminano o li riducono drasticamente, convinte di fare la scelta più sana. In realtà è vero il contrario: un’alimentazione troppo povera di grassi crea più problemi di quanti ne risolva.
Il ruolo dei grassi nel nostro corpo
I grassi non servono soltanto a fornirci energia. Svolgono funzioni che nessun altro nutriente può sostituire:
- Costituiscono le membrane di tutte le nostre cellule, cervello compreso (che è fatto per buona parte di grassi).
- Sono la materia prima con cui produciamo molti ormoni, inclusi quelli sessuali.
- Permettono l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K): senza grassi, semplicemente non le assimiliamo.
- Regalano sazietà e rendono i pasti più appaganti, aiutando a controllare la fame tra un pasto e l’altro.
Il punto quindi non è quanti grassi tagliare, ma quali scegliere. Ed è esattamente qui che si gioca tutta la differenza.
I grassi buoni: quali sono e dove trovarli
I cosiddetti “grassi buoni” sono soprattutto i grassi insaturi: quelli che il nostro corpo utilizza volentieri e che, negli studi, si associano a benefici per cuore, cervello e infiammazione. Vediamo i principali e, soprattutto, dove trovarli davvero.
Grassi monoinsaturi: olio d’oliva, avocado e frutta secca
Sono i grassi della dieta mediterranea, quelli su cui abbiamo più prove di efficacia. Il capofila è l’acido oleico, che troviamo nell’olio extravergine d’oliva, nell’avocado, nelle mandorle, nelle noci di macadamia e nelle nocciole. Aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo e proteggono il sistema cardiovascolare. L’olio extravergine d’oliva, in particolare, dovrebbe essere il tuo condimento principale: a crudo è un piccolo concentrato di salute.
Omega-3: pesce, semi di lino e noci
Gli omega-3 sono grassi polinsaturi essenziali: essenziali significa che il corpo non è in grado di produrli da solo e dobbiamo assumerli con l’alimentazione. Hanno una spiccata azione antinfiammatoria e sono preziosi per cuore e cervello. Le fonti migliori sono il pesce azzurro (sgombro, sardine, alici, salmone), i semi di lino (meglio se macinati al momento), i semi di chia e le noci. Se segui un’alimentazione prevalentemente vegetale, curare le fonti vegetali di omega-3 diventa ancora più importante.
I grassi del cioccolato fondente
Una buona notizia per chi ama il cioccolato: quello fondente, con almeno il 70% di cacao, contiene grassi in buona parte “neutri” per il colesterolo (come l’acido stearico) e porta con sé antiossidanti preziosi. Consumato con moderazione, un paio di quadratini, è un piacere che possiamo tranquillamente concederci — e che spesso aiuta anche a gestire quella voglia di comfort food che tutti conosciamo.
I grassi da limitare: saturi e trans
Grassi saturi: non sono tutti uguali
Qui serve una precisazione importante, perché mettere tutti i grassi saturi nello stesso calderone è un errore. I grassi saturi si distinguono anche in base alla lunghezza della loro catena, e non hanno tutti gli stessi effetti sull’organismo.
Gli acidi grassi a catena corta — come l’acido butirrico, presente ad esempio nel burro ma prodotto soprattutto dal nostro microbiota intestinale quando fermenta le fibre — hanno un ruolo tutt’altro che negativo: nutrono direttamente le cellule dell’intestino e contribuiscono alla salute della flora batterica. È uno dei motivi per cui una dieta ricca di fibre fa così bene all’intestino.
Discorso diverso per un eccesso di grassi saturi a catena lunga, soprattutto se provenienti da carni grasse, salumi, formaggi stagionati e prodotti industriali: qui la moderazione resta la regola. Non demonizziamoli, ma teniamoli sotto controllo.
Grassi trans: i veri nemici da evitare
Se c’è una categoria di grassi da evitare il più possibile, sono i grassi trans di origine industriale, che si formano con il processo di idrogenazione degli oli vegetali. Li troviamo in molti prodotti da forno confezionati, snack, merendine, margarine di bassa qualità e fritture industriali. A differenza degli altri grassi, non hanno alcun beneficio: peggiorano il profilo del colesterolo e favoriscono l’infiammazione. Imparare a riconoscerli in etichetta è uno dei gesti più utili che puoi fare per la tua salute.
Come scegliere i grassi giusti nella vita quotidiana
Leggere le etichette: cosa cercare
La lista degli ingredienti è la tua migliore alleata. Diffida quando trovi le diciture “oli vegetali idrogenati” o “parzialmente idrogenati”: sono il segnale dei grassi trans. Attenzione anche ai generici “oli vegetali” senza specifica, spesso oli tropicali raffinati di scarsa qualità. Ricorda che gli ingredienti sono elencati in ordine di quantità: se un grasso poco raccomandabile è tra i primi, meglio lasciare il prodotto sullo scaffale.
Cottura e conservazione: come non rovinare i grassi buoni
Anche il grasso migliore può rovinarsi se trattato male. Ogni olio ha un suo punto di fumo, cioè la temperatura oltre la quale si degrada e produce sostanze indesiderate: per questo è meglio usare l’olio extravergine d’oliva soprattutto a crudo o per cotture non troppo aggressive, e non riutilizzare mai l’olio di una frittura. Semi e frutta secca vanno conservati al riparo da luce e calore, perché i loro grassi delicati tendono a irrancidire. Piccole accortezze che fanno una grande differenza.
Tabella riassuntiva: grassi buoni vs grassi cattivi
| Tipo di grasso | Dove si trova | Da preferire o limitare |
|---|---|---|
| Monoinsaturi | Olio EVO, avocado, mandorle, nocciole | Da preferire |
| Polinsaturi omega-3 | Pesce azzurro, semi di lino, noci | Da preferire |
| Saturi a catena corta | Prodotti dalla fermentazione delle fibre nell’intestino | Utili alla salute intestinale |
| Saturi a catena lunga | Carni grasse, salumi, formaggi stagionati | Con moderazione |
| Trans (idrogenati) | Snack industriali, margarine, fritture confezionate | Da evitare |
Come vedi, i grassi non vanno eliminati ma scelti con criterio. Non esistono alimenti “proibiti” in assoluto: esistono scelte quotidiane che, sommate, fanno la differenza sulla nostra salute nel lungo periodo.
Se vuoi capire come bilanciare correttamente i grassi all’interno della tua alimentazione, tenendo conto delle tue abitudini e dei tuoi obiettivi, nel mio studio a Forlì e Faenza possiamo costruire insieme un percorso su misura. Contattami per una consulenza: partiamo da quello che mangi già e lo miglioriamo un passo alla volta, senza rinunce inutili.




